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Perché usare un estrattore di succo

Oggi assumere vitamine e Sali minerali integrando nel proprio regime alimentare frutta e verdura è quanto di più importante possa esserci per poter garantire al proprio organismo la giusta dose di principi nutritivi ogni giorno. Vediamo come si usa l’estrattore succo e perché bere frutta e verdura può salvare la nostra salute. Quando si vuole una bella premuta o un bel succo di frutta fresca per dissetarsi, non si ha mai a portata di mano l’apparecchio giusto per poter estrarre dalla frutta il succo e poterselo gustare in tutta la sua freschezza, ecco perché servirebbe avere in casa un estrattore di succo. Infatti, contrariamente al comune pensiero per cui la frutta andrebbe consumata solo così come si presenta in natura, le fibre e i principi nutritivi di cui è ricca non vanno ‘sprecati’ se la si consuma liquida.

Soprattutto d’estate bere un succo di frutta di stagione fresca è un privilegio che si pensa di non poter godere proprio per questa errata credenza, invece la frutta specie se di qualità e genuina, non disperde in forma liquida le proprietà di cui è piena. Quindi sì a concentrati e succhi di frutta e verdura fresca perché mantengono tutti i nutrienti di cui il nostro organismo ha bisogno, anzi, sotto forma liquida vengono assorbiti dal corpo molto più velocemente e quindi perché non approfittare di questi vantaggi per creare da sé il proprio succo di frutta con un estrattore di succo? Basta avere tutta la frutta fresca che si intende ridurre a succo e il gioco è fatto.

Non è detto, quindi, che si debba per forza consumare la frutta addentandola o tagliandola a fette, ma è possibile godere di tutte le sue qualità benefiche anche riducendola a succo. Infatti estrattori di succo, proprio per la sue praticità estrema e il tempo rapido in cui prepara un bel succo di frutta, è uno degli elettrodomestici che in genere non manca mai in cucina, e se manca bisogna rimediare per forza. Fare merenda degustando un bel succo di frutta fresca è l’ideale per affrontare la calda stagione senza soffrirne le alte temperature perché più delle bevande energizzanti che si usa consumare oggi, è la frutta fresca e tutte le sue proprietà a rendere il corpo umano più resistente al caldo.

Perché la frutta fresca fa bene

I Sali minerali e le vitamine che si trovano naturalmente in un frutto non si disperdono perché si decide di ridurre il frutto a un succo, ed è proprio l’utilizzo di un estrattore di succo a rendere possibile ciò: in pratica, l’azione dell’estrattore è quello di prendere dal frutto la polpa e ridurla in succo o concentrato, ma senza scalfirne la parte enzimatica della frutta tutt’altro, il nostro copro anche dal succo potrà godere delle svariate qualità nutritive presenti nel frutto. Anche sotto forma di succo le fibre della frutta agiscono sul nostro organismo permettendo a un apparato digerente piuttosto pigro di risvegliarsi e di tornare a funzionare in modo regolare.

Infatti, anche i professionisti della medicina raccomandano sempre di integrare nella propria dieta quotidiana anche sotto forma di merenda o spuntino da fare tra un pasto principale e l’altro, una bella razione di frutta, e ciò vale anche se la frutta è liquida, basta che non si tratti di un succo di frutta confezionato che tutto possiede fuorché quelle fibre genuine di cui ha bisogno il corpo umano per funzionare bene.

Cosa vedere a Parigi

Da sempre eletta a città degli innamorati e ideale per una fuga romantica, Parigi è la capitale europea in cui il tempo sembra essersi fermato, ma per visitarla una giornata non basta.

Parigi è sempre Parigi

Accanto alla modernità e agli splendori dell’odierna Parigi, il turista che si trova per la prima volta a passeggiare lungo gli Champs Elysées non può fare a meno di respirare un’aria “antica” e carica della storia, delle sensazioni e delle atmosfere che tutta la capitale francese sembra catturare in ogni suo più piccolo angolo. Parigi è una città dalle infinite anime e dagli infiniti intrattenimenti: è seducente e romantica per antonomasia, è artistica e intellettuale per aver dato i natali ai più celebri personaggi del mondo della cultura, ma è anche è modaiola e stravagante.

La Tour Eiffel è il simbolo per eccellenza della città: si alza incontrastata sugli Champs de Mars dal 1889, anno in cui fu eretta su progetto dell’ingegnere che le attribuì il proprio nome. Salendo con l’ascensore fino in sommità, è possibile avere letteralmente ai propri piedi tutta Parigi e godere di un panorama tra i più sensazionali del mondo. Un altro noto simbolo della città è la famosa cattedrale di Notre Dame, resa tale soprattutto dal racconto scritto da Victor Hugo.

Dalla Tour Eiffel a Notre Dame

Notre Dame de Paris domina la Senna e l’Ile de la Cité e a lei sono legati i nomi dei più importanti personaggi che hanno fatto la storia di Francia, da Carlo Magno a Napoleone al generale De Gaulle. L’imponente struttura dallo stile gotico è stata protagonista nel corso dei secoli dei più famosi avvenimenti storici, dalle Crociate alla Rivoluzione Francese, e ogni volta è stata vittima di saccheggi, tanto che molti tesori ivi custoditi sono andati irrimediabilmente distrutti e dispersi, nonostante ciò ancora oggi insieme alla Tour e al Louvre, Notre Dame è uno dei monumenti più visitati dai turisti.

Impossibile non ammirare la facciata occidentale con la galleria dei re, il rosone e le due torri che primeggiano nell’aere, si rimane estasiati dall’imponenza e dal mistero delle figure che si affacciano da ogni angolo della cattedrale: chimere e gargouilles sono i veri guardiani di Notre Dame, che osservano dall’alto chiunque osi metter piede all’interno. Dentro la cattedrale, di particolare rilievo è la cripta del sagrato che ospita il tesoro d’arte sacra, inclusa la Sacra Corona di Spine e altri cimeli che sembrano derivare dalla Croce di Gesù.

Perché visitare il Castello di Miramare

Nato per volontà e sotto il dominio degli Asburgo, il Castello di Miramare rappresenta tutt’oggi una residenza dal grande valore artistico-culturale ed è il simbolo di un passato storico profondamente ancorato al territorio triestino e difficile da dimenticare.

Come nasce questa residenza asburgica

Il castello di Miramare fu eretto sul promontorio di Grignano, in terra triestina, per volere dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo nel 1855: innamoratosi infatti dello splendore di un paesaggio boschivo che si sposava perfettamente con il mare, l’arciduca Massimiliano, fratello dell’imperatore Francesco Giuseppe, decise di costruire lì la residenza che lo avrebbe ospitato insieme alla sua sposa, Carlotta del Belgio. Circondato dall’ampia distesa di verde del parco, il magnifico castello dalle mura bianche divenne subito la dimora preferita della coppia reale, unico luogo in cui poter trovare pace dalle insidie e dalle fatiche della vita di corte.

Progettato dall’ingegnere austriaco Carl Junker, il castello si caratterizza per lo stile eclettico, specchio della moda architettonica del tempo: tratti gotici si mischiano a elementi ora medievali ora rinascimentali dando così vita a una perfetta e sorprendente fusione di stili, come era uso all’interno delle dimore nobiliari dell’epoca. L’arciduca seppe compiere una perfetta combinazione di arte e natura proprio al suo interno, tanto da riuscire a creare un ambiente unico nel suo genere, arricchito dalla presenza del mare che fungeva da elemento ispiratore per l’arredamento del castello.

Cosa visitare del Castello

Gli arredi vengono realizzati dagli artigiani Franz e Julius Hofmann: gli appartamenti privati della coppia reale acquistano un tono intimo e familiare, mentre gli ambienti di rappresentanza si caratterizzano per un arredamento ricco di simboli asburgici, come le tappezzerie rosse ornate dal simbolo imperiale o i saloni decorati da stemmi reali. Per espressa volontà dell’arciduca, ogni finestra della residenza è affacciata sul mare per evocare l’illusione di essere a bordo di una nave. La stessa camera da letto dell’arciduca ricreava perfettamente l’ambiente di bordo, così come lui lo conosceva. Miramare funse da residenza reale fino al 1864, anno in cui Massimiliano fu incoronato re e salpò con la moglie alla volta del Brasile.

Dopo la morte dell’arciduca, Carlotta del Belgio tornò al Castello di Miramare in realtà per esservi rinchiusa, dopo aver dato gravi segni di squilibrio mentale. Negli anni ’30 del Novecento, il castello diviene residenza sabauda: il duca Amedeo di Savoia-Aosta infatti vi dimorerà fino al 1937. Naturalmente tutto il castello risentì delle esigenze del suo nuovo padrone: gli ornamenti asburgici e le insegne imperiali vennero rimosse per far spazio a quelle sabaude, e gli arredi vennero resi più moderni e funzionali secondo il gusto del duca, che conferì praticità e senso estetico a ogni ambiente. Lo stile razionalista è evidente ancora oggi nell’ala sinistra del primo piano della residenza, dove erano posti appunto gli appartamenti privati del duca, che dotò il castello di diversi miglioramenti come i due ascensori, l’acqua corrente, il riscaldamento, le lampade al neon e la linea telefonica.